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Trigliceridi e colesterolo

L'azione dei trigliceridi risulta importante quando si parla di colesterolo in quanto trigliceridi e colesterolo sono lipidi che hanno una certa interconnessione tra di loro. Il colesterolo è un lipide necessario alla vita e quindi, normalmente, è tutt'altro che nocivo alla salute. Esso, infatti, rifornisce l'organismo di sostanze ad esso necessarie, regola la vita cellulare e la sintesi degli ormoni steroidei ecc.. Il colesterolo può invece rappresentare un problema se è presente nell'organismo in eccesso, ad un livello tale da non riuscire ad essere smaltito adeguatamente; la questione, dunque, verte sulla capacità dell'organismo di riuscire a mantenere il colesterolo a livelli normali, in quanto un suo accumulo nell'organismo porta a tutte le varie conseguenze pericolose per la salute che si hanno quando si accumula lipide, ossia grasso, nell'organismo.

Per evitare patologie cardiovascolari, si deve dunque fare in modo di non fare accumulare sostanze lipidiche nelle arterie e nei vasi sanguigni, e si può raggiungere questo scopo limitando l'apporto di grasso all'organismo. I trigliceridi, in questo senso, assumono un ruolo importante per valutare il rischio di incappare in malattie cardiovascolari che possano compromettere pesantemente la salute, fino a portare alla morte nei casi più gravi. Essi costituiscono il tessuto adiposo nella sua quasi totale interezza, essendo contenuti nelle sue cellule, gli adipociti, e costituiscono il grasso contenuto nel cibo, per una grande percentuale contenuta tra il 90% e il 98%.

I trigliceridi, comunque, non sono di per sé molecole dannose per la salute, proprio come avviene per il colesterolo, il quale di per sé è essenziale per la vita, ma rappresentano riserve di grasso importanti per l'organismo, purché non presenti in eccesso, e uno strato di protezione contro le basse temperature. Come la stessa denomimazione suggerisce, i trigliceridi sono costituiti da tre acidi grassi, che sono legati ad una molecola di glicerolo. La trigliceridemia rappresenta la concentrazione di trigliceridi nel sangue che, in condizioni normali, dovrebbe avere un valore compreso tra 50 mg/dl e 200 mg/dl, oltre cui si parla di ipertrigliceridemia, per cui il livello di trigliceridi presenti nell'organismo può rappresentare un fattore di rischio importante per l'insorgere di malattie cardiovascolari quali l'aterosclerosi, e di gravi connessi rischi per la salute, ad opera, ad esempio, di angina pectoris, infarti e ictus, ed effetti negativi anche sul pancreas.

I trigliceridi vengono assorbiti dall'organismo quando si mangia, in quanto l'intestino, mediante la bile, intacca i grassi del cibo ottenendone la scissione in acidi grassi, che vengono così da esso assorbiti, mentre vengono rigenerati altri trigliceridi mediante un processo di esterificazione. I chilomicroni, a base proteica, consentiranno, quindi, il trasporto di questi altri agglomerati lipidici nel sangue per fargli raggiungere i capillari, dove dunque verranno ceduti dei trigliceridi; questi verranno scissi in glicerolo e acidi grassi, che verranno impiegati dalle cellule per le loro esigenze di approvvigionamento energetico o per dare vita a tessuto adiposo. Oltre che dall'intestino, i trigliceridi possono essere sintetizzati dal fegato, a parire da varie sostanze tra cui il glucosio, ragion per cui si può formare grasso a partire dall'assunzione di zucchero e di altri alimenti che lo contengono. Questi trigliceridi si legheranno alle VLDL, lipoproteine a densità molto bassa (Very Low Density Lipoprotein) con funzionalità di trasporto, contenenti, tra l'altro, colesterolo.

I diabetici hanno problemi con le concentrazioni di lipidi nel sangue anche perché l'insulina favorisce l'assunzione di trigliceridi da parte delle cellule; questo tipo di problemi viene identificato sotto la denominazione di displipidemia. Il diabete mellito rappresenta dunque un importante fattore di rischio per l'ipertrigliceridemia e, secondo alcuni studi, lo è di più per chi ha livelli alti di trigliceridi, così come sono più a rischio le donne, rispetto agli uomini, se hanno livelli alti di trigliceridi.

Il problema del colesterolo alto ha delle dipendenze da quello della trigliceridemia alta, tant'è vero che, quando si fanno analisi del sangue per valutare i livelli di colesterolo, spesso si fanno anche quelle dei trigliceridi. Al fine di avere un quadro il più possibile completo, si otterranno quindi dei dati importanti su cui stimare il rischio cardiovascolare, ricercando, con le analisi, i valori di: colesterolo totale, colesterolo LDL, colesterolo HDL e trigliceridi. In generale si andranno a valutare risultati coerenti rispetto alle singole voci, ossia chi presenterà alti valori di colesterolo LDL, ossia di colesterolo cattivo, presenterà molto probabilmente anche alti valori di trigliceridi, in coerenza col principio che un eccesso di grasso nell'organismo fa aumentare la concentrazione di colesterolo nel sangue fino a superare un certo valore di guardia.

Per effettuare gli esami del sangue per la trigliceridemia, è molto importante osservare un digiuno di almeno 12 ore, durante il quale si può solo bere acqua, ed evitare di abbuffarsi e bere alcolici per almeno un paio di giorni prima degli esami. Se gli esami mostreranno valori compresi tra 200 mg/dl e 499 mg/dl, ciò vorrà dire che si soffrirà di trigliceridemia alta, mentre superando la soglia di 500 mg/dl si soffrirà di trigliceridemia molto alta, e si dovrà fare molta attenzione a riportare i valori ai livelli normali non superiori a 200 mg/dl.

Ai fini dell'interpretazione del risultato, si deve considerare che alcuni farmaci, come ad esempio la pillola anticoncezionale, possono alterarlo, sia facendo aumentare che facendo diminuire i valori rilevati rispetto a quelli corretti. Bisogna anche dire che alti livelli di trigliceridemia non sono sempre pericolosi per la salute in quanto essa dipende dal tipo di lipoproteine a cui i trigliceridi si legano, tra chilomicroni, VLHDL e ILDL; mentre i legami con gli ultimi due tipi costituiscono infatti una certa fonte di rischio, i legami con il primo tipo, i chilomicroni, non presentano pericolosità paragonabile a quelle precedenti, poiché queste lipoproteine presentano dimensioni troppo grandi per essere veicolate in vasi sanguigni di piccolo calibro che potrebbero così ostruirsi.

Per ovviare ai problemi causati da valori di trigliceridi alti si può agire migliorando il propro stile di vita riguardo, ad esempio, all'alimentazione e al fumo, e mettendo al bando tutto quello che può dar vita ad un eccesso di consumo di alcol e ad una situazione di sovrappeso, ossia evitando con molta attenzione di consumare cibi ricchi di lipidi e di praticare una vita sedentaria; l'obesità è uno dei problemi più grandi che possono scatenare malattie che interessano l'apparato cardiocircolatorio anche fino a causare la morte. Vi sono comunque anche fattori genetici ereditari che favoriscono la ipertrigliceridemia, seppure siano rari.

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